L'Impero Lunare
C'era un tempo in cui non esisteva il tempo, intendendo con esso lo scorrere dei giorni, dei mesi e degli anni.
Non c'erano un giorno ed una notte prestabiliti, perché la Terra non era l'unico punto di riferimento del Sistema Solare.
C'era la Luna, che all'epoca era considerato un pianeta come tutti gli altri. Era, anzi, il centro dell'intero Sistema Solare e dell'Impero Millenario. C'erano nove altri pianeti abitabili: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone, ognuno con proprie caratteristiche peculiari.
Tutti i pianeti del Sistema Solare vivevano uniti sotto un grande Impero e la vita sulla loro superficie si svolgeva in pace. D'altronde l'Impero era prospero e ricco di cultura, come nelle migliori società utopistiche.
Le leggende del tempo raccontavano, infatti, che – nel momento in cui Cosmos e Caos si divisero l'universo – Cosmos riuscì a ritrovare un'enclave di speranza e giustizia alla periferia della Via Lattea e là vi costruì le fondamenta del suo regno ideale. Il luogo somigliava ad un paradiso, lì dove la magia si sostituiva alle avversità della fisica e permetteva la nascita della vita ovunque.
Ogni luogo era florido, nonostante le differenze di temperatura e di aria. Ogni luogo risplendeva della meravigliosa luce di Cosmos. A guardia dell'energia positiva vi erano due oggetti: la Coppa Lunare ed il Reidh ed ognuno di essi raccoglieva un frammento del potere della Divinità. Il primo raccoglieva al suo interno l'essenza della Luce (una delle manifestazioni dell'energia di Cosmos), l'altro era l'arma suprema a difesa del regno, ossia quella ritenuta essere l'ultima difesa dell'Impero.
Il primo oggetto era custodito dai Guardiani, figli prossimi del Dio della Luce e sua emanazione diretta. I Guardiani, pur provenienti da luoghi differenti, erano stati richiamati al cospetto della Corte Imperiale per "illuminarla" con i propri insegnamenti e la propria speranza. Essi erano i più puri tra le creature esistenti. Accanto ad essi, ugualmente pregni dell'energia di Cosmos, vi erano i Paladini, che erano i protettori di ciascun Pianeta: erano i generali dell'Esercito Imperiale a tutela della grandezza e della prosperità dell'Impero.
Ognuno di essi occupava un castello sul Pianeta di cui incarnava l'essenza e si faceva carico della sua protezione, usando i poteri forniti da Cosmos. In particolare, i Paladini esterni, si preoccupavano di tenere lontana qualsiasi minaccia esterna al Sistema Solare ed i Paladini interni fungevano da custodi dell'Ordine Di Cosmos in ogni sua forma. Il Paladino Primo, al tempo figlio della Luna, era l'unico a risiedere stabilmente nella sede imperiale. Tutte le loro essenze, una volta riunite, potevano attivare il Reidh, che avrebbe dissipato ogni traccia di Caos qualora mai si fosse manifestato.
Fuori dal Sistema Solare era, invece, possibile trovare altri popoli e altri Regni. Tra questi, vi era il popolo dei Custodi del Primordio, personificazione delle Stelle dell'Universo strettamente legate al Nihil – energia magica primordiale che non era connessa né a Cosmos né a Caos.
Erano conosciuti nel Silver Millennium anche come saggi studiosi. Essi riuscivano ad entrare regolarmente in contatto con il Silver Millennium tramite un sistema di portali inter-dimensionali.
Fu nel corso di tali spostamenti nell'universo che i Custodi vennero a contatto con il potere di Caos. Tuttavia, pur essendo studiosi della magia in senso più ampio, non si resero conto che Caos ne avesse già contaminato lo spirito, portando gli stessi alla guerra e all'inizio del declino di un nobile popolo.
La caduta dei Custodi fu la prima avvisaglia dell'avanzata di Caos nell'universo, ma di essa i popoli dell'Impero rimasero inizialmente inconsapevoli.